La Tav c’è, Grillo no
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 17 dicembre 2016
Alla vigilia dell’ultimo via libera degli accordi Italia-Francia da parte della Camera previsto lunedì e dell’Assemblea nazionale francese mercoledì, sono già state bandite le prime gare di ingegneria relative alla realizzazione del tunnel di base della Torino-Lione. “Si tratta di 110 milioni per la messa a punto dei progetti sul lato francese e per la predisposizione dei bandi” ha spiegato Mario Virano, direttore generale di Telt (Tunnel euralpin Lyon Turin), società che sovrintende la realizzazione dell’opera. Virano, parlando a margine di un evento a Torino promosso da associazioni imprenditoriali e istituzioni a favore dell’opera ha ricordato come i bandi per tutta la parte comune che riguardano il tunnel di base di 57 km, saranno predisposti entro il 2018. “Entro fine 2019 invece andranno completate opere per 1,915 miliardi sugli 8 miliardi complessivi, in questa somma ci sono anche 813 milioni a fondo perduto della Ue” ha aggiunto Virano. A fine gennaio sarà pronto il bando per la realizzazione di 23 zone di interscambio tra il tunnel geognostico di Chiomonte, quasi ultimato, e la maxi-galleria: il valore dei lavori è di circa 30 milioni di euro. L’impegno della Ue sarà pari a 4 miliardi, 2,8 miliardi arriveranno dall’Italia e 1,8 miliardi dalla Francia. Il doppio voto parlamentare è l’ultimo di una lunga serie iniziata nel 2001.
“Chi dice che l’opera è già cominciata dice il vero – spiega ancora Virano – il 10% dei 162 km di gallerie necessarie all’opera è già stato realizzato, mentre un 20% è contrattualizzat0”. Il totale di 162 km comprende le due canne da 57,5 km ognuna, poi 180 mini gallerie di collegamento tra le due canne da 30 metri ognuna, cui si aggiungono le gallerie geognostiche. Il completamento della sola parte internazionale, stando ai documenti forniti da Telt, è attesa a fine 2029. “Quest’anno partiranno anche delle opere di interconnessione con l’autostrada A32”, ha proseguito Virano. Il principale cantiere italiano si troverà a Chiomonte, mentre a Susa i lavori cominceranno più avanti del previsto, proprio perché le frese inizieranno a perforare non più da qui ma da Chiomonte, verso l’Italia e la Francia.
Un sostegno incondizionato a un’opera “che segnerà il futuro del Piemonte e fa parte di un grande disegno infrastrutturale moderno e sostenibile per il nostro territorio e l’intera Europa” è arrivato dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. “È – ha sottolineato il governatore nel suo intervento all’Unione Industriale – dare un segnale forte a tutto il Parlamento: far sapere che il Piemonte aspetta la decisione del Parlamento da tanti anni e sarebbe estremamente deluso se saltasse fuori qualche escamotage per allungare ulteriormente i tempi”. Chiamparino ha accostato l’inaugurazione dell’elettrificazione della linea Alba-Bra, questa mattina, al sì definitivo per la Torino-Lione ad alta velocità. “Dimostrano in modo plastico quanto siano fasulle e pretestuose le argomentazioni di chi si oppone alla Tav e opere simili: si lavora contemporaneamente per migliorare le necessità dei pendolari e per realizzare opere di cui il Piemonte, l’Italia e l’Europa hanno estremamente bisogno”.
Unione Industriale di Torino, Confindustria Piemonte, Confapi, Ance, Transpadana, Confagricoltura, Unioncamere in una dichiarazione congiunta ribadiscono con forza il loro sostegno comune e condiviso ad un’opera fondamentale. Viene altresì ricordato in una nota, che per l’economia quasi il 30% dell’interscambio economico dell’Italia passa dalla direttrice verso Francia, Penisola Iberica ed Inghilterra. Per l’ambiente poi l’opera ridurrebbe la quota del 90% delle merci che oggi viaggia su autostrada. Infine poi imprese e occupazione, i 12 lotti costruttivi per un importo totale di 8,3 miliardi per la costruzione del tunnel di base significano 3.000 nuovi posti di lavoro diretti e 9.000 indiretti per la durata della costruzione della linea, cioè fino al 2029.
Sul fronte opposto i grillini confermano il flash mob , anche senza il loro leader. “La lotta contro il Tav non si arresta”, affermano i parlamentari del M5s, che in vista della ratifica definitiva del trattato internazionale, annunciano per domani mattina una manifestazione presso l’Anfiteatro romano di Susa. Beppe Grillo, previsto in un primo momento, non dovrebbe partecipare. “Martedì nelle Aule della Camera si discuterà e voterà l’accordo Italia-Francia per la costruzione del Tav – scrivono in una nota -. L’ultimo capitolo di una bruttissima storia di grandi opere che il Movimento 5 Stelle combatte da sempre. Per questo un’ampia delegazione di parlamentari M5s sarà presente a Susa insieme ai cittadini della Valle che ancora una volta si vedono inascoltati. L’accordo sottrarrà oltre 2 miliardi di soldi pubblici dalle casse dello Stato, mentre c’è in carica un Governo nominato e un Parlamento che non rappresenta più il volere popolare”.



