Tavolo a tre per salvare Gtt
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 14 settembre 2017
Ormai è una corsa contro il tempo. Dopo il vertice romano dal ministro Delrio, domani tutti gli attori coinvolti nel disperato salvataggio di Gtt s’incontrano a Palazzo Civico per fare il punto della situazione. Sergio Chiamparino, il suo braccio destro Aldo Reschignae l’assessore ai Trasporti Francesco Balocco per la Regione, Chiara Appendino, Sergio Rolando e Maria Lapietra per il Comune di Torino, oltre all’amministratore dell’azienda Walter Ceresa. È un problema di cassa quello da risolvere in tempi brevissimi: servono risorse fresche per assicurare gli stipendi ai dipendenti e comprare il carburante per i mezzi in circolazione. La situazione è tutt’altro che semplice e non è un caso che il dossier Gtt, sul tavolo di Delrio, sia proprio lì accanto a quello della romana Atac. La disponibilità del governo a intervenire per trovare una soluzione c’è ed è stata ribadita ieri, ma in assenza di una legge speciale, è necessario capire quali capitoli di bilancio possano essere utilizzate per attingere risorse fresche in tempi brevi: di qui la decisione di utilizzare il fondo per il cofinanziamento sull’acquisto di nuovi mezzi e per questo è stato chiesto a Ceresa quanti milioni fossero stati stanziati per quell’investimento per capire quanto potrà stanziare il ministero.
Come se non bastasse in una situazione già abbastanza ingarbugliata s’inseriscono i dubbi sollevati dal Pd sulla legittimità degli atti aziendali che hanno portato alla costituzione del consorzio con gli inglesi di Arriva e la partecipazione alla gara pubblica per il nodo di Torino. “Gtt non ha mai ricevuto un mandato formale dal Comuneper partecipare alla gara” ha ammesso ieri l’assessora Maria Lapietra, con una frase che, secondo molti presenti, scarica di fatto l’amministratore unico dell’azienda Ceresa (di cui il Pd ha già chiesto la testa), ma soprattutto potrebbe estromettere il consorzio tra Gtt e Arriva dalla procedura pubblica.
Sulla vicenda l’ex assessore Claudio Lubatti (Pd) ha già presentato tre esposti all’autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone. Secondo l’opposizione, infatti, Gtt, società pubblica, detenuta al cento per cento dal Comune, non avrebbe potuto costituire un consorzio con Arriva e poi partecipare alla gara bandita dalla Regione Piemontesenza un atto d’indirizzo formale del socio pubblico: “Una tesi in parte confermata anche dal segretario generale Mauro Penasso, nell’audizione dello scorso 19 luglio” dice Lubatti. Sarebbe probabilmente bastata una lettera del sindaco o una delibera di giunta, meglio ancora se un atto d’indirizzo approvato dalla Sala Rossa, “comunque sia, il via libera formale del Comune ci sarebbe dovuto essere” dichiara l’esponente democratico. Anche perché la costituzione del consorzio e la conseguente partecipazione alla gara sono scelte che attengono certamente al piano della strategia aziendale, ma non solo. L’alleanza con Arriva ha provocato, di fatto, la rottura con Fs, l’azienda pubblica italiana che partecipa autonomamente alla g ara, dopo che, durante l’amministrazione di Piero Fassinosi era valutata la possibilità di una partnership proprio con Gtt. Secondo Lubatti a maggior ragione, di fronte a un evidente testa a testa tra due società pubbliche, il piano della discussione atteneva non solo la sfera tecnica ma anche quella politica. “Per questo interpellerò nuovamente il segretario Penasso sul tema e poi valuteremo cosa fare”. Senza escludere un ricorso al Tar, dagli esiti quanto mai incerti.



