“Siete collusi con la mafia” Bufera sulla consigliera grillina
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 6 dicembre 2016
Pd e Forza Italia collusi con la mafia. Se le parole hanno un peso, soprattutto quando pronunciate in un contesto istituzionale, c’è da scommettere che l’ultima sortita del Movimento 5 stelle torinese si porterà dietro uno strascico di polemiche. Lo scontro avviene nella sala dell’Orologio a Palazzo Civico, durante la commissione Legalità.
Nei corridoi riecheggia ancora la bagarre scoppiata ieri sera in Sala Rossa, quando l’aula ha approvato la mozione che accompagna il Comune fuori dall’Osservatorio sulla Torino-Lione, con tanto di solidarietà grillina verso quegli attivisti No Tav condannati dai giudici. A pronunciare quella dichiarazione di vicinanza, ieri, è stata proprio la presidente della commissione Legalità Carlotta Tevere, “la stessa che ci aveva proposto la solidarietà al giudice antimafia Antonino Di Matteo – dice Silvio Magliano dei Moderati -. Insomma, si decida, o sta coi giudici o con i condannati. La legalità impone una scelta”.
In Commissione il leghista Fabrizio Riccaaddirittura sostiene che “lei non dovrebbe più presiedere”. Tanto basta a far esplodere la grillina Maura Paoli: “Noi non prendiamo lezioni di moralità da chi è legato alla storia di partiti come Forza Italia e Pd che hanno insabbiato la trattativa stato-mafia” cita Berlusconi e Mangano, sdogana anche nelle sacre stanze di via Milano il meglio della teoria del complotto. Il riferimento è chiaramente a Magliano, eletto nella passata consiliatura con il Pdl, il quale assieme a tutte le opposizioni (con l’esclusione di Eleonora Artesio della Sinistra) si alza e abbandona l’aula. Anche la democratica Elide Tisi e Francesco Tresso della Lista Civica dichiarano irricevibili tali parole mentre il capogruppo azzurro Osvaldo Napoli se la prende direttamente con Chiara Appendino: “Passi per la sgrammaticatura istituzionale di questo o quel consigliere grillino, il problema vero è un sindaco che appare ogni giorno di più come la bella addormentata in Consiglio (quando c’è). E sempre più si avverte nella sua condotta il conflitto fra la tentazione del radicalismo tipico del movimento, e il dovere dell’equilibrio cui è costretta dal suo ufficio”. In conferenza dei capigruppo arriva il secondo round. A chiedere spiegazioni ci sono il numero uno Pd Stefano Lo Russo e lo stesso Magliano, il grillino Alberto Unia, si dissocia – “non posso rispondere di ciò che dicono i consiglieri” – ma ora destra e sinistra chiedono insieme le pubbliche scuse, altrimenti minacciano l’Aventino: “Noi non ci siederemo più a un tavolo della commissione legalità con chi ci dà dei mafiosi”. Il Pd ha comunicato inoltre che intende acquisire l’audio della seduta, meditando “eventuali azioni legali a tutela dell’immagine del partito”.



