Nasce in Piemonte l’industria 4.0
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 23 gennaio 2017
Il mondo delle imprese già parla di Quarta rivoluzione industriale. Un appuntamento cui l’Italia arriva con una quindicina d’anni di ritardo e su cui ora dovrà “recuperare il terreno perduto”. È stato presentato questa mattina, nel quartier generale dell’Unione industriale di Torino, davanti a più di 500 aziende, il primo Digital Innovation Hub, cui ne seguiranno una quindicina in tutta Italia. Una piattaforma per la digitalizzazione delle imprese sulla base delle direttive del piano governativo Industria 4.0. Perché “il futuro delle nostre economie, regionali e nazionali, si gioca su questi temi”, ha spiegato il presidente degli industriali subalpini Dario Gallina.
Il DIH del Piemonte, ha spiegato il responsabile Franco De Regibus, punta a sensibilizzare e supportare tutte le aziende del Piemonte nell’accesso agli strumenti di finanziamento pubblici e privati e nella pianificazione degli investimenti, oltre a sostenerle nella crescita con un’attività di mentoring, indirizzarle verso i Competence Center, i laboratori e i centri di ricerca e nei rapporti con altri hub europei.Quello proposto dal digital innovation hub è un intervento integrato, in grado di avvicinare all’impresa nuovi asset tecnologici per riformulare il suo business in chiave digitale. Senza la digitalizzazione, del resto, le imprese “sono destinate a perdere mercato, anche quelle piccole che magari credono ancora di salvarsi da sole”, ha detto l’assessore all’Innovazione della Regione Piemonte, Giuseppina De Santis. “A loro mi appello – ha proseguito – perché si facciano aiutare, tenuto conto che almeno da 8 anni il Piemonte si muove in questo senso e che qui operano già importanti Competence Center, gangli di questo nuovo progetto, come il Politecnico, Torino wireless, l’Istituto Boella”. Una posizione, quella di piazza Castello, che da una parte guarda con curiosità alla nascita di questo nuovo strumento su cui industriali e governo tanto hanno investito, dall’altro esorta tutti gli attori che in Piemonte recitano un ruolo di prima piano sull’innovazione “a fare sistema, per permettere alla nostra manifattura di rimanere competitiva”. Motivo per cui la De Santis rivendica un lavoro certosino di sfoltimento dei rami secchi – “abbiamo quasi dimezzato i nostri poli d’innovazione e li abbiamo inseriti nei cluster nazionali e comunitari” – e nell’investimento di fondi europei Por Fesr sull’Innovazione.
Secondo Elio Catania, numero uno di Confindustria Digitale “non si tratta più di parlare di tecnologia ma del ridisegno dell’economia del Paese per sostenere la competitività del nostro tessuto impresa. Negli ultimi 12 mesi molto si sta finalmente muovendo, ora occorre che questa logica penetri nel tessuto industriale italiano, che è fatto di filiere e di brand. Senza perdere tempo, perché gli altri paesi stanno correndo”.



