Magliano sceglie Portas. Cl scarica Ncd
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 22 febbraio 2016
Silvio Magliano lascia la vicepresidenza della Sala Rossa e da domani sarà a tutti gli effetti nella maggioranza che sostiene Piero Fassino. Così si compie, anche formalmente, la conversione di Comunione e Liberazione al verbo fassiniano. Magliano sarà candidato nei Moderati di Mimmo Portas, come annunciato oggi in conferenza stampa e domani, con una lettera alla conferenza dei capigruppo, perfezionerà il passaggio al gruppo consiliare.
Una notizia che attendeva solo l’aura dell’ufficialità, anticipata proprio dallo Spiffero nelle settimane scorse, e che da tempo tiene in agitazione l’ala sinistra del Pd che teme la scalata di ex berlusconiani al centrosinistra, mentre Giorgio Airaudo non perde occasione per rievocare lo spettro del Partito della Nazione. Ma l’operazione Magliano non è il solito salto della quaglia di un cavaliere solitario alla ricerca di una nuova casa: è un processo politico che porta un pezzo di Torino, quello che fa riferimento a Cl, tradizionalmente alleato con il centrodestra, nello schieramento opposto. Ncd è la zattera con cui si è compiuto il primo pezzo di strada, ora i Moderati condurranno il naufrago su lidi democratici. Un percorso (a ritroso) sulle orme del maestro Giampiero Leo che da assessore uscente di una giunta regionale di centrosinistra, l’ultima guidata dal conte Brizio, fece nel 1995 campagna elettorale per la neonata Forza Italia in cui si sarebbe poi candidato. L’importante è essere lì, al fianco del potere.
Tanto è bastato per far scatenare la bagarre in Sala Rossa: “Si aprono delle contraddizioni in questa maggioranza, che accoglie elementi del centrodestra – ha detto Maurizio Trombotto di Sel -. Capisco che la trasformazione genetica del Pd ammette e consenta qualsiasi cosa, ma abbiate il coraggio di ammettere che state costruendo il partito della nazione in quest’aula”. Gli animi si scaldano, viene anche interrotta la seduta, mentre dalla maggioranza fanno notare al fustigatore vendoliano il diverso atteggiamento di chi quando cambia casacca si dimette dal proprio ruolo istituzionale, mentre Trombotto resta al vertice della commissione Ambiente dopo essere uscito dalla maggioranza che con i propri voti gli ha garantito l’elezione. E a dimostrazione che nell’altro schieramento le braccia non sono apertissime per accogliere i nuovi arrivi interviene anche il consigliere democratico Luca Cassiani che si chiede quali siano “le ragioni politiche, che hanno portato alla scelta di Magliano, a due mesi dalle elezioni, visto che non condivido quasi nulla delle tradizioni politiche da cui proviene e visto che ha sempre polemizzato con questa giunta”.
Un patto, quello tra l’ex Ncd Magliano e i Moderati che nella testa di qualcuno avrebbe dovuto rappresentare la tappa di un processo politico nazionale, che vedeva la formazione di Portas, assieme agli ex montiani di Scelta Civica e agli alfaniani prendere possesso di quel centro lasciato sguarnito dalla risacca berlusconiana. Percorso stoppato ufficialmente dal numero uno di Scelta Civica Enrico Zanetti che proprio parlando di Torino rilancia l’alleanza con i Moderati, al punto da annunciare l’esportazione di questo modello anche in altre città, come Napoli, Bologna e Roma, ma chiude la porta in faccia a Ncd, un partito che, a suo dire “ha tanto presente e poco futuro”.
Non a caso chi ci rimette da questa operazione è proprio Ncd, con il neo ministro Enrico Costa messo nell’impossibilità di intestarsi il trasferimento di Magliano e che per non concedere il simbolo al vecchio notabile andreottiano, Vito Bonsignore, artefice della candidatura di Roberto Rosso, è disposto a tenerlo in ghiacciaia in attesa di tempi migliori. Lui si lecca e ferite e, nel fare gli auguri a Magliano – difeso per mesi nelle schermaglie con i suoi ex compagni di partito Enzo Liardo e Paolo Greco Lucchina – rivendica un “ragionamento politico” dietro alla sua candidatura. Tesi negata da Portas, che sulla scia di Zanetti, dà il benvenuto all’ex numero due dell’assemblea cittadina, il quale “è entrato nei Moderati senza alcun ragionamento politico con altre forze. Come già detto in svariate occasioni, chi si avvicina ai Moderati lo fa lasciando fuori dalla finestra simboli e bandiere e la caratteristica del nostro Movimento è l’appartenenza al centro sinistra, sia quando si vince che quando si perde”.



