Incontro con Dario Gallina, neo Presidente dell’Unione Industriale di Torino
Daniele Lonardo – Si è svolto ieri, 13 Febbraio 2017, un nuovo incontro promosso dall’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) che ha visto come ospite gradito il neo Presidente dell’Unione Industriale di Torino, Dario Gallina.
La location dell’incontro è stato ETIKØ “Diversamente Bistrot”, una caffetteria-ristorante, situata all’interno del Collegio Artigianelli di Torino (in Corso Palestro). Il progetto – ha spiegato Don Danilo – è legato alla sostenibilità sociale ed ambientale: tutto ciò che propone, appartiene ad un ambito in cui la correttezza solidale e l’attenzione alla materia prima, si uniscono per supportare, a loro volta, le realtà socio assistenziali legate al mondo del Murialdo. ETIKØ è parte del Gruppo Spes, cooperativa sociale nata come laboratorio di cioccolateria e ampliata in un progetto a filiera corta (chilometro zero) che conta ad oggi quattro punti vendita sul territorio piemontese. L’obiettivo è duplice: da una parte la formazione professionale e l’inserimento nel mondo del lavoro, dall’altra la realizzazione di progetti socio assistenziali in favore di giovani e ragazzi che vivono o hanno vissuto realtà problematiche attraverso la filosofia dell’impresa sociale. Fino a qualche anno fa, il complesso ospitava una mensa interna curata da volontari mentre oggi, a seguito di una start-up di successo, è divenuto un luogo aperto al pubblico e nei sotterranei ospita un laboratorio per la realizzazione di prodotti da forno, un’esempio di vera impresa abbinata alla formazione professionale.
Dopo la cena, ha preso la parola Dario Gallina che ha brevemente raccontato la storia dell’azienda di famiglia che guida insieme ai suoi tre fratelli. Dalla produzione di guarnizioni per autovetture, profilati in PVC e persiane, l’azienda si è specializzata (negli anni ’80) nella lavorazione del policarbonato. Il ricambio generazionale ha portato un’evoluzione verso i mercati esteri, incrementando l’Export e aprendo quattro nuove aziende: negli Stati Uniti, in Grecia, in Turchia e in India. Diversificazione, Internazionalizzazione e Know How di proprietà sono state le chiavi del successo insieme ad un cospicuo investimento su innovazione ed eccellenza in una continua lotta-collaborazione (odi et amo catulliano) con le grandi multinazionali italiane ed estere. Gallina parla di “tempi interessanti” in cui tutti gli imprenditori sono chiamati ad un giro di vite per affrontare le continue sfide del mercato: la creazione di un ecosistema capillare sul territorio deve essere il motore trainante per le tante imprese in crisi. La trasformazione digitale (insieme con l’utilizzo dei Big Data), è la nuova frontiera dell’Industria 4.0: una vera e propria “Officina” che dovrebbe coinvolgere piccole e medie imprese, intensificando il loro rapporto con università e ricerca. Il Piano mira, infatti, a favorire l’adeguamento dell’imprenditoria italiana alla quarta rivoluzione industriale, fenomeno che prevede l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad Internet attraverso ad esempio la realizzazione del “Digital Innovation Hub” o i “Competence Center” quali ad esempio l’Università di Torino e il Politecnico.
Il neo Presidente ha sottolineato alcuni valori cardine dell’imprenditore moderno: comportamenti coerenti, tenacia e resilienza, ambizione e propositività nel medio termine, pazienza e lavoro costante senza ricercare la strada più breve (e più facile). Con questo nuovo incarico istituzionale, Gallina si mette a disposizione del sistema in modo da poter fornire un supporto concreto ai tanti imprenditori piemontesi, compiendo allo stesso tempo un percorso di crescita individuale e di responsabilità nei confronti della collettività. Gallina evidenzia come, nell’Industria 4.0, non possa esistere crescita economica senza una formazione professionale e culturale (la cosiddetta “cultura dell’imprenditorialità”). Le start-up rappresentano una linfa vitale per i giovani imprenditori ma il meccanismo che devono perseguire è quello della sostenibilità e durata nel tempo.
In conclusione, Gallina ha sottolineato come il sistema Italia sia ancora troppo ancorato a vecchi schemi o valori: in questa nuova epoca è necessaria più flessibilità e più digitalizzazione in modo da creare un ecosistema più florido e capace di contaminare altre imprese in una catena virtuosa e meno legata a cavilli burocratici. Un’interfaccia unica e professionale per un’Italia che si rapporta con l’estero e che sia capace di attrarre investimenti e progettualità, facendosi ambasciatori delle eccellenze piemontesi.



