IMMIGRAZIONE E FLAT TAX – Giuditta’s files
Riceviamo in Redazione e riportiamo la newsletter “Giuditta’s file”, a cura di Daniele Capezzone, del 30 giugno 2017
MIGRANTI, IPOCRISIA DI GOVERNO E GRANDI MEDIA: NEGARE PER MESI L’EMERGENZA E POI PROCLAMARLA. DIRE NO PER MESI AL BLOCCO DEGLI SBARCHI E POI PROPORLO. CON LE STESSE FACCE E LA STESSA ARROGANZA…
FLAT TAX, STAMATTINA SUL SOLE 24 ORE (GRAZIE AL DIRETTORE GENTILI) IL MIO COMMENTO ALLA PROPOSTA IBL. ADESIONE E SOSTEGNO, CON UN CAVEAT (ATTENZIONE ALLA PROPRIETA’ IMMOBILIARE!)
Bisognerebbe dare la parola alla professoressa Anna Bono, che da anni (parleremo presto del suo nuovo libro) si affanna a spiegare la dura realtà: su 100 immigrati che arrivano in Italia, solo 4 sono profughi (e quindi solo 4 “vengono dalla guerra”: non a caso il volpone Macron esclude aiuti per il 96%, cioè per i migranti economici…); per la gran parte sono giovani maschi; e non sono nemmeno ultrapoveri, visto che sono stati in grado di raccogliere i 5 o i 10mila dollari necessari a imbarcarsi, spesso (vale per l’Africa subsahariana) incoraggiati da vere e proprie campagne informative al riguardo.
Bisognerebbe dare la parola a Giuseppe Morabito, altissimo ufficiale, già docente al Nato Defense College, che da anni si affanna a spiegare come l’”agenzia viaggi” detta “Isis-tour” si finanzi anche grazie a quel traffico di uomini, comprando kalashnikov al prezzo di 50-60 dollari l’uno (pensate quanto “vale” per i gruppi terroristi ogni imbarcato).
Li abbiamo ascoltati mesi fa in convegni e conferenze. E qui, nel piccolo di queste nostre pagine, cerchiamo di “volantinare” le loro tesi, come quelle di uomini e donne liberi, che liberamente vedono e spiegano ciò che sanno.
Eppure, da parte dei grandi media e delle istituzioni italiane, per anni, per mesi, è prevalsa la “denial strategy”: negare, negare, negare. “Ma quale emergenza”, dicevano?
E avanti con la legge sui minori non accompagnati, avanti con lo ius soli, avanti con tutto ciò che ha funzionato da ulteriore incentivo e incoraggiamento a un’ondata assolutamente insostenibile.
Ora, dinanzi all’evidenza di un collasso (e la buona stagione è appena iniziata), e di un collasso prevedibilissimo, con le stesse facce e la stessa arroganza, chi aveva negato l’emergenza la proclama, e chi aveva detto no a qualunque blocco degli sbarchi lo propone.
Pensateci un momento: sono gli stessi che non avevano capito la vittoria di Trump e poi ve l’hanno “spiegata”; che non avevano previsto Brexit e ora la “commentano”; che avevano negato la crisi bancaria e ora pontificano sulle banche venete; che – dalla politica ufficiale ai mainstream media – non chiedono mai scusa per la loro drammatica incapacità di prevedere, leggere, comprendere. Come surfisti, sono sempre sull’onda. E poi si lamentano se non gli crede più nessuno.
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FLAT TAX, STAMATTINA SUL SOLE 24 ORE (GRAZIE AL DIRETTORE GENTILI) IL MIO COMMENTO ALLA PROPOSTA IBL. ADESIONE E SOSTEGNO, CON UN CAVEAT (ATTENZIONE ALLA PROPRIETA’ IMMOBILIARE!)
La proposta dell’Istituto Bruno Leoni illustrata domenica da Nicola Rossi sul Suo giornale merita un doppio plauso.
Una prima volta, nel metodo, perché richiama le persone ragionevoli – ovunque collocate – a discutere di temi veri e non di illusioni ottiche e armi di distrazione di massa. Una seconda volta, nel merito, perché propone una soluzione insieme fortissima e argomentata.
Personalmente, ho almeno tre sostanziali motivi di consenso, e solo due piccoli caveat che amichevolmente segnalerò in conclusione.
Cominciamo dalle osservazioni positive, assolutamente prevalenti.
1. L’Italia non ha bisogno di piccoli aggiustamenti fiscali, ma di uno shock, di un intervento energico. L’ordine di grandezza del taglio fiscale proposto dall’Ibl può farci uscire dalla prigione degli “zero virgola” e offrire quella frustata che è necessaria a un poderoso rilancio dei consumi interni.
2. So bene (da antico sostenitore della flat tax: organizzai una piccola campagna politica nel 2007) che, per alcuni puristi, non serve copertura: l’abbassamento delle aliquote fa emergere nuovo imponibile e quindi crea maggiore gettito. Ma a mio avviso, Rossi e l’Ibl fanno benissimo a prevedere invece, come pendant rispetto al taglio di tasse, un poderoso intervento sulla spesa pubblica, quanto mai necessario dopo anni di “distrazioni” sul tema, a sinistra come a destra.
3. Complessivamente, è indifferibile un approccio coraggioso. La vecchia progressività, meccanicamente intesa, ha ostacolato la crescita, ha scoraggiato la creazione di nuova ricchezza, e ha fallito perfino rispetto alle sue pretese finalità redistributive. Chi più lavora e produce, infatti, ha la percezione (purtroppo esatta) di essere punito dal fisco in misura maggiore.
Per queste ragioni, un centrodestra liberale e riformatore adotterebbe questa proposta, e ne farebbe una base di discussione comune.
In adesione convinta alla proposta dell’Ibl, sia solo consentito un piccolo doppio caveat, nella forma di “emendamenti aggiuntivi”, spero minimamente utili.
In primo luogo, accanto alla proposta più rivoluzionaria, di riscrittura dell’intero sistema fiscale italiano, è sempre utile avere un “piano b”. E’ quello che, con Raffaele Fitto e con gli amici di Direzione Italia, abbiamo predisposto in tre successive leggi di stabilità in questa legislatura, con emendamenti tecnicamente ammessi dalle Commissioni Bilancio (dunque, si poteva e si può fare), ma sempre respinti dal Governo. Cosa proponevamo? Anche a sistema fiscale vigente, prevedere comunque un taglio di tasse e spesa di oltre 40 miliardi di euro. Sarebbe meglio farlo ridisegnando tutta l’architettura fiscale come fa l’Ibl, ma, in mancanza di meglio, tanto vale usare l’accetta “meno tasse-meno spesa” anche nell’attuale foresta.
In secondo luogo, e questa è l’osservazione più significativa, serve forse un po’ di attenzione maggiore alla proprietà immobiliare. Ottima l’abolizione dell’Imu-Tasi. Attenzione però a come la sostituiamo: non bisogna lasciare mano libera agli enti territoriali con tasse sui servizi che, senza adeguati paletti, potrebbero far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta; non mi pare una buona idea eliminare – se ho compreso bene – la cedolare secca sugli affitti (che andrebbe semmai estesa); e bisogna assolutamente evitare ogni eventuale rischio di ricondurre all’Irpef gli immobili non locati. L’Italia ha una proprietà immobiliare diffusa, caso più unico che raro: questa specificità va tutelata e considerata.
Ma sono solo piccoli suggerimenti e contributi per una discussione aperta dall’Ibl, a cui va apprezzamento e gratitudine.



