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La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Così recita la Costituzione Italiana all’Articolo 32. Per “salute”, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si intende lo “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non la semplice assenza di malattia”.
Peccato che, a fronte di questa dichiarazione, lo Stato tragga vantaggi dal gioco d’azzardo, che conta, secondo il rapporto 2012 dell’associazione Libera, 800 mila persone che soffrono di dipendenza e quasi due milioni di giocatori a rischio. Come sottolineato nel sito che coordina i servizi sanitari per il cosiddetto Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) in Piemonte (www.giocopatologicopiemonte.it) Il giocatore patologico è sempre più isolato e si può giungere fino al manifestarsi di problemi con la giustizia, crisi coniugali e divorzi, perdita del posto di lavoro, ricorso all’usura e, in alcuni casi, pensieri e tentativi di suicidio. È ingiusto che lo Stato speculi, dunque, sulle potenziali inclinazioni negative degli individui, rischiando sia di mandare in fallimento non solo delle aziende, che, altrimenti, sarebbero sane, sia delle famiglie, i cui diritti e il cui sostegno sono nuovamente riconosciuti dalla Costituzione (Articoli 29-31).
Secondo uno studio pubblicato nel sito e riferito all’anno 2009, il 66,5% sono giocatori di slot machines, seguiti da casinò e scommesse sportive (33,8% e 33%), mentre il 15,2% dichiara di giocare a bingo e il12,2% gioca ad altri giochi quali le carte, i dadi, giochi on line. Nella proposta di legge del 30 aprile 2008 alla Camera dei Deputati, emergeva già la presenza di 700 siti di gioco on-line. La Regione Piemonte presentò anche una proposta di legge al Parlamento per rendere illecita l’installazione e l’utilizzo dei sistemi di gioco elettronico nei locali pubblici. In realtà nulla è stato fatto.
Il rapporto di Libera stima 76,1 miliardi di euro di fatturato legale, ai quali si aggiungono – secondo una stima prudente – 10 miliardi di fatturato illegale (41 clan, che gestiscono questa “attività”). Per effettuare un confronto, 76 miliardi di euro sono il portato di quattro
Finanziarie normali (certo, non quelli attuali, sotto dettatura “europea”) e 76 miliardi è una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di più di quanto viene riversato sull’istruzione.
Ritenendo che al centro dell’azione politica vi sia la dignità della persona e ritenendo che lo Stato non possa sfruttare le cattive inclinazioni dei propri cittadini per trarne vantaggio (si ricorda che è stato dato il “via libera” al gioco d’azzardo on-line nel 2011), ma anzi debba promuovere la tutela della persona, e, in questo caso, anche la tutela della salute e delle famiglie (come sancito dalla Costituzione), diciamo no al gioco d’azzardo, chiedendo sia il promulgare di leggi che ne limitino lo sviluppo e la diffusione sia lo sviluppo di più visibili campagne di informazione contro il rischio di maggiore diffusione del GAP.



