NO ALLA PORNOGRAFIA E ALLA PEDOFILIA SU INTERNET
NO ALLA PORNOGRAFIA E ALLA PEDOFILIA SU INTERNET
Sono 18.185 dall’inizio dell’anno i nuovi siti pedofili (oltre il 15% rispetto all’anno precedente) e più di 12.000 al mese i consumatori di pedopornografia: la quasi totalità della pedofilia on line si concentra in Europa (51%) e Nord America (47%), con un coinvolgimento sempre maggiore dei paesi di origine anglosassone (USA, Canada; Cipro, Regno Unito) e, parlando dell’ Italia, dal nostro paese partirebbe una notevole percentuale delle richieste di materiale pedopornografico sul web. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, corrisponde a circa il 6% il numero dei fruitori di nazionalità italiana, percentuale che colloca l’Italia al 4° posto della triste classifica. È il risultato emerso dal report di Marzo pubblicato dall’Osservatorio Internazionale di Telefono Arcobaleno,un’Organizzazione indipendente impegnata dal 1996 nel contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei bambini. Questo dato secondo un articolo apparso sul sito internet di La Vera Cronaca. Aggiungiamo a questi numeri quelli che mancano, relativi alla prostituzione on-line, fatta di siti e annunci, che liberamente circolano sulla rete.
Un fenomeno inquietante, sul quale occorre trasformare l’indignazione in azione. La legge n. 38 del 2006 affronta, per la prima volta, il tema della pedo-pornografia on-line. Per combattere il fenomeno, ormai abbastanza diffuso, è necessario coinvolgere tutti gli attori. Per questo motivo l’articolo 19 della legge n. 38 modifica l’articolo 14 della legge 269/98, introducendo con l’articolo 14bis il Centro Nazionale per il contrasto alla pedo-pornografia su Internet. Tutto ciò, però, non può bastare. Così come viene sancita la nascita, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e pornografia minorile.
Aggiungiamo un fatto grave. Essendo i filtri per l’accesso in rete a siti con contenuto pornografico di carattere troppo blando (si chiede di dichiarare di essere maggiorenni), si dà la possibilità anche ai minori, che ignorino il contenuto del sito o che ne siano incuriositi, di facile accesso a contenuti. L’accesso a contenuti pornografici potenzialmente aperto ai minori è da intendersi nuovamente come potenziale pedo-pornografia.
Bisogna, ancora una volta, che si faccia sentire la voce della Politica (e questa volta ci mettiamo la P maiuscola) a tutela della dignità di ogni persona. Ad esempio, l’Osservatorio sui diritti dei Minori lancia una campagna permanente di sensibilizzazione socio-culturale contro la pedofilia. Essendo la tutela dell’infanzia e della gioventù sancita dall’articolo 31 della Costituzione, riteniamo che la mancata azione di limitazione, in senso assoluto, di accesso a materiale pornografico, sia una mancanza di tutela, che dovrebbe essere, invece, fermamente sostenuta a ragione di quanto appena detto.
Queste azioni lodevoli, infatti, non possono rimanere all’oscuro della cittadinanza, che va sensibilizzata. Così come andrebbero incrementati e resi visibili i mezzi per dire no alla pornografia e alla pedofilia su internet (così come la prostituzione), poiché i cittadini sono sicuramente consapevoli dell’esistenza di questi fenomeni, ma all’oscuro dei numeri che ne denunciano la gravità.
Per la dignità della persona:
diciamo no al diffondersi della pornografia e alla pedofilia su internet!



