IL PUNTO n. 619
Riceviamo in Redazione e riportiamo “Il Punto” n. 619 di Marco Zacchera del 9 marzo 2017
CHI CONTROLLA I CONTROLLORI ?
Le squallide vicende legate al padre di Renzi e ai traffici relativi agli appalti del CONSIP non mi hanno sorpreso, nè avranno sorpreso i lettori che abbiano letto il bel libro di Maurizio Delpietro uscito l’anno scorso sul “Giglio Magico” che – non smentito – ha sollevato i veli su un giro di malapolitica semplicemente nauseante con Lotti e Renzi – Boschi senior tra i protagonisti.
Molto più nascosti restano per ora i veri nodi dell’inchiesta perché se è il potere politico che nomina (senza gara né concorsi!!) i dirigenti di quegli organismi di controllo – come il CONSIP – che dovrebbero controllare gare, appalti e forniture pubbliche è ovvio che i nominati rispondano attenti a chi li ha infeudati del ben remunerato loro incarico.
Diventa inutile truccare eventuali singoli appalti “a valle” se nel fare le gare i vertici fissano già “clausolette” che di fatto le indirizzano: è tutto qui il succo concreto del discorso.
Non è un caso che Renzi si sia circondato di uomini fidati e li voglia mantenere nei punti strategici. Lotti è un ministro che controllava la Rai e i contributi all’editoria, se il ministro Lupi si dimise per un orologio regalato al figlio, la ministro Lanzetta solo perchè sfiorata dalle polemiche sul voto di scambio, la ministro Guidi per una telefonata di avviso al fidanzato su un imminente decreto-legge, il ministro Lotti è allora ben più inguaiato, eppure viene difeso a oltranza.
Ma altri sarebbero da cacciare: leggere che il responsabile del CONSIP ammettere di “non essere un lama tibetano” e che quindi nel suo studio era normale passassero amici ed amichetti che poi avrebbero partecipato alle gare non dà serenità, così come è logico chiedersi che autonomia e trasparenza possa mai avere una Autorità di vigilanza sull’ Anticorruzione che è nominata per via politica.
All’ ”Anticorruzione” sul CONSIP non hanno mai sentito puzza di bruciato?
Allora sono pigri o distratti, oppure sono semplicemente di parte, visto che anche questi “controllori” sono stati nominati da Renzi & C. e che molte inchieste sembrano essere più o meno spinte a seconda del colore politico dei protagonisti, chi scrive ne ha conoscenze dirette.
Altri dubbi vengono leggendo i particolari di una inchiesta dove generali dei Carabinieri si infrattano nei boschetti con il papà dell’ex premier (bell ’esempio di indipendenza dei vertici dell’Arma!) per parlare più tranquilli, ma dove vengono intercettati dai loro colleghi del NOE pure nascosti nel bosco, inquirenti che però poi vengono sollevati dalle indagini per le presunte fughe di notizie.
Metà degli italiani dubitano se siano stati proprio quelli del NOE le “gole profonde” o semplicemente che in qualche modo bisognava stoppare l’inchiesta.
Intanto nessuno sembra chiedersi come possa un ministro della giustizia candidarsi alla guida del PD senza dimettersi dall’ incarico e continuando così a dirigere i Magistrati, compresi quelli che indagano sull’entourage di Renzi, mentre chi si ricorda più che anche lo stesso Emiliano è ancora oggi pure un Magistrato? Altre commistioni tra politica e mondo della giustizia che non dovrebbero esistere.
IMPUNITA’ O COMPLICITA’ ?
Dopo la morte di due clandestini bruciati vivi nel rogo del “Ghetto di Rignano” la Procura di Foggia ha finalmente aperto un’inchiesta che dopo tre giorni è già sparita dalle cronache.
Mi chiedo come sia possibile che la Magistratura, le Forze dell’Ordine, gli Enti che dovrebbero essere preposti ai controlli sul lavoro con le ASL, l’ARPA ecc. abbiano potuto far finta di nulla per mesi e per anni senza accorgersi che in quel campo stazionavano fino a 5.000 (cinquemila!) persone quasi tutte non in regola, oggetto di sfruttamento indegno da parte dei “caporali” che ogni giorno li assoldano a prezzi da fame per farli lavorare nei campi di mezza Puglia.
Ma come, circolano migliaia di automezzi quotidianamente carichi di disperati e nessuno se ne accorge? Mai un controllo visto il grande viavai dei mezzi?
Quante ispezioni e controlli dei documenti sono avvenute o da parte dell’ispettorato del lavoro?
Nessuno si è accorto della prostituzione che girava intorno al campo, dell’arrivo diurno e notturno di disperati di ogni tipo?
Era cambiato qualcosa dopo che due anni fa le TV avevano mostrato a tutti quella realtà da incubo? No, anzi, il “Grande Ghetto” di Rignano è solo uno dei tanti esistenti in Italia, cresciuti da Borgo Mezzanone – sempre vicino a Foggia – a San Ferdinando di Reggio Calabria, a Cassibile (Siracusa), a Torino, Roma, Milano. Peraltro, cosa è cambiato della realtà e sfruttamento cinese a Prato dopo l’incendio di qualche anno fa? Secondo “La Stampa” ci sono oggi circa 400.000 (quattrocentomila!) immigrati non in regola che lavorano al 100% in “nero” senza alcuna copertura infortunistica o assicurativa.
INPS, INAIL, sindacati: che dicono, che fanno, dove sono? Solo questa cifra rappresenta più del 2% di tutti gli occupati in Italia!
Ma in un paese normale che fa finta di essere europeo, come è mai possibile che in questi ghetti lo Stato non esista più, non veda, non sappia e soprattutto non si faccia nulla per affrontare il problema, rinforzato dalla presenza di un migliaio di nuovi migranti clandestini che arrivano ogni giorno.
Nella mia piccola attività turistica ogni anno arrivano almeno cinque controlli da parte di tutto il variegato mondo burocratico preposto e che appioppa multe da mille euro l’una se all’esterno di un frigorifero non è indicata la temperatura registrata il giorno prima o non si trova il certificato di prevenzione infortuni dell’apparecchio che deve disinfettare i coltelli da cucina “che devono essere lavati e trattati separatamente dalle altre stoviglie a temperatura e con liquidi controllati e conservati in appositi contenitori speciali” … E nessuno si sogna di mettere minimamente in ordine aree intere d’ Italia dove il degrado umano, morale, economico è lampante?
Come non ribellarsi davanti a questo schifo e pensando che la sola normativa prevenzionistica raccolta dal decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 (già integrato, cambiato e interpretato cento volte) consta di 13 titoli, 306 articoli (diconsi 306 articoli di legge!!) e 51 (cinquantuno!) allegati?
E’ evidente che se ti vogliono fregare ti fregano sempre, ma è umano che cresca la rabbia tra chi cerca di essere in regola e non resisto più davanti all’evidenza di questa ipocrisia rispetto della sfacciata alla evidente e assoluta omissione di obblighi di ufficio in troppi altri casi che evidentemente fa comodo a tutti. E poi qualcuno si lamenta se Veneto o Lombardia vogliano andare per conto proprio??!!
IPOCRISIE DELL’ 8 MARZO
Sostengo da sempre che le donne si rispettano e si onorano dal 9 marzo e per tutto l’anno, non solo alle feste rituali.
Ma quest’anno l’8 marzo riuscito a trasformarsi in qualcosa perfino di odioso: a cosa è servito uno sciopero generale che ha bloccato economia e trasporti in tutta Italia? Capisco poi se a scioperare fossero state le donne per protestare contro il femminicidio, ma volenti o nolenti hanno scioperato anche gli uomini, un vero controsenso. Oltretutto si è trattato di demagogia stupida perché milioni di persone non hanno così potuto neppure andare al lavoro (pensate ai pendolari…) con milioni di euro tolti al sistema economico e quindi anche agli aiuti per le donne. Forse era più logico lavorare ed offrire l’equivalente di un’ora di lavoro per realizzare qualcosa di concreto in favore dele donne e della famiglia, ma questo bisognerebbe spiegarlo a femministe & sindacati.



