Le comiche al Museo del Cinema
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 12 dicembre 2016
Fumata nera sul nome del nuovo direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nella riunione del Consiglio direttivo Regione Piemonte e Comune – i due principali soci dell’ente – non hanno trovato l’accordo sul successore di Alberto Barbera, il cui incarico era stato prorogato fino al 31 dicembre per completare il bando di gara lanciato nel giugno scorso, a causa delle differenti visioni tra i soci fondatori. Secondo indiscrezioni, la Regione spinge su Alessandro Bianchi, già segretario della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e del Maxxi di Roma (con l’ex ministro Pd Giovanna Melandri), che ha partecipato alla selezione effettuata dalla Praxi e prevista dal bando per l’incarico. Palazzo Civico, sempre secondo quanto appreso, lo riterrebbe però troppo vicino al Pd e per questo si sarebbe opposto.
Con un passato da militante nei giovani democratici e assidue frequentazioni del milieu piddino della città – in particolare pare sia intimo della famiglia Vergnano-La Rotella – Bianchi avrebbe incontrato l’ostracismo dei Cinque Stelle, dovutamente “sobillati” dal capo di gabinetto Paolo Giordana, longa manus della sindaca Chiara Appendino (anche) nelle vicende culturali.
“Da una forza politica che ha fatto del bando la sua bandiera ci aspettavamo un atteggiamento diverso”, tuona l’assessore alla Cultura della Regione, Antonella Parigi, che accusa il Comune di non aver rispettato l’esito della selezione.
L’amministrazione pentastellata del Comune scorgerebbe nel pressing della Regione a favore di Bianchi – che sarebbe entrato tra i primi cinque nomi selezionati dalla società di selezione soltanto dopo la rinuncia di Paolo Verri (ex braccio destro dell’allora assessore Fiorenzo Alfieri) – un tentativo di lottizzare la nomina. Per questo motivo Palazzo civico propone di avviare un percorso con la nomina di un direttore amministrativo, da individuare tra le professionalità che già lavorano per il Museo, per poi scegliere il direttore artistico soltanto in un secondo momento.
“Il rinvio è l’occasione per sedersi intorno a un tavolo – sostiene l’assessore a Fontane e Musei del Comune di Torino, Francesca Leon – ed effettuare una scelta condivisa nell’interesse del Museo, valorizzando le professionalità interne che sono cresciute in questi anni e che possono contribuire allo sviluppo del Museo anche in futuro”. Peraltro sulla “risorsa interna” – una figura che attualmente svolge compiti di coordinamento – su cui sarebbero puntate le preferenze grilline circolano già voci non propriamente lusinghiere sul curriculum.
La Parigi alza la voce. “Il consiglio direttivo, dopo una serie di audizioni, aveva indicato Bianchi come la figura più idonea, ma dal Comune abbiamo sentito solo dei no. Il Museo del Cinema è un museo importante – sostiene – vanno trovate le giuste professionalità per dirigerlo”. Dopo le polemiche della campagna elettorale e le liti che nelle scorse settimane hanno portato alle dimissioni della presidente della Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni, la cultura continua ad essere terreno di schermaglie politiche e di vendette personali. Un brutto copione. In serata il colpo di scena finale con la rinuncia di Bianchi.



