In Regione il Saloon del Libro
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 30 marzo 2018
Doveva solo essere una delle tante audizioni di routine, di quelle che affollano il calendario del Consiglio regionale del Piemonte. Invece nella riunione odierna della commissione Cultura, presieduta da Daniele Valle (Pd), è andato in scena un teatrino che a giudicare dai numerosi mugugni dei consiglieri presenti verrà ricordato come una delle pagine sbiadite nella storia del parlamentino piemontese.
L’incontro è stato fissato alle 13 in punto, orario infelice per gli affamati e nervosi partecipanti: l’argomento è indigesto, giacché si parla di Salone del libro, proprio nei giorni in cui Gl Events ingaggia un braccio di ferro con le istituzioni rischiando di mettere a repentaglio la prossima edizione. In aula si sono presentati i vertici del Circolo dei Lettori, uno degli enti incaricati a gestire la manifestazione, il presidente Luca Beatrice e la direttrice (o direttora, fate voi) Maurizia Rebola. Dopo l’illustrazione del programma, un pochino compiaciuta e superficiale, stando ai commenti dei commissari, si è passati alle domande e il clima si è subito surriscaldato. Gli auditi non hanno retto benissimo le domande incalzanti provenienti dai banchi dell’opposizione a partire da quelli della grillina Francesca Frediani. Certo, il tono di alcuni quesiti è apparso piuttosto polemico, i riferimenti ai conti (gli affitti e le utenze) è parso un modo pretestuoso per gettare sale su una ferita ancora purulenta, almeno stando alle indagini dei magistrati sulla buchmesse, e pure quelle “velate” critiche al metodo con cui si fa programmazione sono sembrate agli stessi consiglieri di minoranza un po’ impertinenti. Ma insomma, dopotutto, parliamo dell’opposizione, che se non fosse pressante e puntigliosa che opposizione sarebbe? Le risposte, invece, sono state un tantino scomposte, va bene che il brusio e i consiglieri distratti possono aver dar fastidio, ma l’immotivato tono da maestrino di Beatrice non è proprio andato giù. Tanto che, sul finire della commissione, ha provocato critiche bipartisan di tutta l’aula. La Rebola, pur mantenendo un certo aplomb, si è mostrata talmente stizzita da arrivare a rassicurare chi la criticava sul fatto che allo scadere del suo mandato andrà “a fare altro”. E dire che al Circolo dei lettori, laddove si divorano saggi e romanzi, un po’ di dialettica dovrebbe essere di casa, dopotutto non è un mistero che i due siano stati indicati oltre che per le loro indubbie competenze, anche perché politicamente “vicini”: il presidente al centrodestra e la direttora (o direttoressa, fate voi) al Pd.
Insomma, con chi dice di fare cultura non è ammessa la critica, la pazienza e l’educazione spesso sono un optional e quando si parla con le Istituzioni il tono si fa conciliante solo quando ci sono di mezzo le richieste di contributi. Sul Salone del Libro 2018 dicono che andrà tutto bene e che la risposta degli editori è grandiosa, ma anche, en passant, che se non si trova un accordo entro un paio di giorni con Gl Events, la società che gestisce i padiglioni del Lingotto, la kermesse rischia seriamente di saltare. Suma bin ciapà.



