Giuditta’s files (and leaks) – n 327
Riceviamo in Redazione e riportiamo la newsletter “Giuditta’s File”, a cura di Daniele Capezzone, del 26 settembre 2017
OGGI DOPPIO TEMA: TRUMP SPETTINA I PARRUCCONI E LE GANG CRIMINALI PARAMILITARI DI IMMIGRATI EXTRACOMUNITARI IN ITALIA: NE PARLA LA STAMPA INGLESE (NON LA STAMPA ITALIANA MAINSTREAM…). ECCO LA MIA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE (DIRANNO CHE VA TUTTO BENE, CHE TUTTO E’ A POSTO?).
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TRUMP ALL’ONU HA SPETTINATO I PARRUCCONI…
PANICO DELL’INVIATO COLLETTIVO: BISOGNA AGGIORNARE LE FAKE-NEWS
Con poche meritorie eccezioni (ne cito una: Maria Giovanna Maglie), prosegue e si evolve giorno dopo giorno la saga delle fake-news collettive verso la presidenza Trump.
Come dice il mio amico Federico Punzi, non si tratta di essere necessariamente pro-Trump: ma inizia ad essere civilmente doveroso, per chi sia intellettualmente onesto, essere anti-anti-Trump, cioè estranei e ostili al pregiudizio, alla superstizione, all’esorcismo collettivo in corso contro il presidente scelto dalla maggioranza degli americani (non dalla maggioranza dei giornalisti o dalla maggioranza degli inviati esteri…).
La scorsa settimana, il discorso di Trump alle Nazioni Unite ha spettinato i parrucconi un’altra volta.
Respingendo la lingua di legno, le perifrasi e le circonlocuzioni tanto amate nei corridoi e nelle sale del Palazzo di Vetro, Trump ha chiamato le cose con il loro nome, mettendo in fila i nemici della libertà e dell’Occidente: Corea del Nord, Venezuela, Iran. Ha detto a chiare lettere che l’Onu deve cambiare. Ha messo in archivio le tentazioni isolazioniste, e anzi ha rimarcato quanto la centralità geopolitica e geostrategica americana sia essenziale per il mondo libero.
Gli applausi di Netanyahu e il nervosismo di Macron (che in fretta e furia si è premurato di difendere l’Iran, chissà perché…) svelano bene chi, come Israele, intuisce che Trump – nelle sue contraddizioni – è un interlocutore necessario, e chi invece – come la vecchia Europa – resta prigioniera di vecchi merletti formali e soprattutto di ambiguità sostanziali.
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GANG CRIMINALI PARAMILITARI DI IMMIGRATI EXTRACOMUNITARI IN ITALIA: NE PARLA LA STAMPA INGLESE (NON LA STAMPA ITALIANA MAINSTREAM…). ECCO LA MIA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE (DIRANNO CHE VA TUTTO BENE, CHE TUTTO E’ A POSTO?).
Al Ministro dell’interno – Per sapere – premesso che:
il nostro Paese è la principale meta dei flussi migratori verso l’Europa con numeri in esponenziale aumento negli ultimi anni;
tale fenomeno, di difficile gestione, determina, ovviamente, anche problemi di sicurezza come riconosciuto dallo stesso Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, che, tra i vari timori espressi al Comitato Schengen sul fenomeno migratorio, ha posto l’attenzione anche sui migranti nigeriani. Secondo Roberti, infatti, “Sta arrivando un enorme numero di nigeriani. C’è una comunità criminale nigeriana che fa paura. Le associazioni criminali nigeriane hanno caratteri ancora più strutturate delle mafie italiane. La differenza è che i nigeriani in Italia trafficano in droga e prostituzione, ma non attaccano il territorio. Per ora.”
con un articolo dello scorso 29 giugno il Times, proprio sul tema della comunità criminale nigeriana, ha lanciato un vero e proprio allarme per il nostro Paese. Secondo il quotidiano inglese, infatti, dei gruppi di migranti nigeriani, che in un primo momento collaboravano con le mafie per lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico delle droghe, si stanno ora organizzando in bande paramilitari per il controllo del territorio italiano. Notizia questa che è stata riportata, qualche settimana dopo, anche dal Guardian;
sempre secondo il Times, queste gang criminali, soprannominate dall’intelligence britannica “I Vichinghi”, hanno prima controllato il traffico di esseri umani, ed oggi usano il capoluogo siciliano come punto d’approdo e smistamento in Italia per centinaia di migliaia d’immigrati clandestini”;
Rodolfo Ruperti, capo della polizia di Palermo, ha dichiarato al Times che “la gang dei Vichinghi è sorta per colmare il vuoto di una altra gang nigeriana sgominata dalla polizia”;
il rischio concreto è che queste organizzazioni, con capi presenti in ogni città, possano decidere, in futuro, anche di armare i centri di accoglienza e coloro che vivono in clandestinità per fronteggiare le forze dell’ordine in eventuali atti di guerriglia urbana;
sempre secondo la stampa britannica, tale situazione viene costantemente monitorata dall’intelligence inglese con Scotland Yard che avrebbe consigliato maggiore controllo sui voli in entrata dall’Italia, e perquisizioni accurate sui vettori su rotaia e gomma che attraversano il canale. In Francia, invece, già in due occasioni la polizia ha fronteggiato gruppi paramilitari nelle banlieue parigine, ricorrendo anche al supporto dell’esercito;
secondo la relazione della DIA, Direzione Investigativa Antimafia, 2017 tra i gruppi criminali stranieri che in Italia hanno dimostrato una notevole versatilità nel traffico degli stupefacenti e nello sfruttamento della prostituzione, unite ad una “forte capacità adattativa all’ambito territoriale in cui si trovano ad operare”, vi sono, senza dubbio, i nigeriani;
Chiede di sapere:
se il Ministro sia a conoscenza di tale preoccupante situazione riguardante la criminalità organizzata nigeriana, se abbia ricevuto rapporti dall’intelligence che confermino il quadro emerso dall’inchiesta giornalistica britannica e quali concrete iniziative intenda intraprendere per scongiurare il proliferare di questo fenomeno criminale.



