Cherio stacca la spina a Parisi
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 21 gennaio 2018
Alessandro Cherio stacca la spina da Energie per l’Italia. È durata pochi mesi l’avventura dell’imprenditore torinese nella formazione fondata da Stefano Parisi con l’ambizioso compito di “rigenerare” il centrodestra. L’ex candidato sindaco di Milano ha dovuto, suo malgrado, incassare l’ostracismo di una parte dei colonnelli berlusconiani e si è trovato escluso dalla coalizione, affidando a un’ardua corsa solitaria la speranza di portare qualche proprio esponente nel futuro parlamento.
“Purtroppo il progetto di Energie per l’Italia così come l’avevo immaginato e per il quale mi sono appassionato ed impegnato non ha visto il traguardo –spiega Cherio in una nota –. La scelta finale di correre da soli alle prossime elezioni non la condivido. Stare nella coalizione di centrodestra per scongiurare la vittoria dei Cinquestelle, che sarebbe una tragedia per l’Italia, era ed è assolutamente prioritario: al fine di perseguire questo obiettivo si doveva mettere da parte ogni individualismo e rendersi disponibili a rinunciare a qualcosa, pur mantenendo un’identità liberal-popolare che avrebbe potuto essere valorizzata e sviluppata per i prossimi appuntamenti elettorali, a partire dalle elezioni regionali del 2019. È bene sapere che presentarsi da soli nei collegi uninominali alla Camera e al Senato, dove chi prende un voto in più vince, può fare eleggere il candidato avversario, molto presumibilmente il candidato dei 5 stelle”.
L’ex presidente dei costruttori torinesi getta la spugna: “Per coerenza e convinzione, non essendo disponibile a indebolire il centrodestra, devo abbandonare il progetto politico, un progetto che a questo punto non condivido più”. Un addio amaro con una coda di veleno: “Auguro alle tante persone, ma non a tutte, incontrate in quest’ultimo anno che si sono impegnate e si impegneranno per far conoscere e diffondere Energie per l’Italia e il suo leader Stefano Parisi, buon lavoro”. A giudizio di Cherio, è mancata la realpolitik, senza la quale ogni intenzione, anche la più nobile, rischia di essere velleitaria: “La politica non si fa solo sui principi e sulle proprie convinzioni, ma facendo compromessi utili a raggiungere il risultato – sottolinea –. Credo che le scelte di Parisi siano state dettate da un orgoglio, che gli fa onore, ma che non sarà utile alla Causa, non sua ma del Paese! Non posso neppure augurargli buona fortuna, perché va contro le mie speranze di una vittoria del centrodestra”.
Una scelta, quella di Cherio, non condivisa dall’altro plenipotenziario locale, Marco Francia, che pur riconoscendo all’ex compagno coerenza per aver sempre dichiarato la necessità di un’alleanza di tutte le forze del centrodestra ritiene che vi siano “ampi spazi per rappresentare un elettorato che non può essere compresso entro i confini della coalizione tradizionale”. Riportare la barra verso orizzonti liberali, rinnovare la classe politica, coinvolgere la società: attorno a questi assunti, anzi, “riscontriamo in queste ore grande interesse”, afferma Francia.



