Torino diventa No Tav (a parole)
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 1 dicembre 2016
Il Comune di Torino uscirà dall’Osservatorio tecnico sulla Tav. Nei giorni in cui il ministro Graziano Delrio annuncia l’aumento dei fondi per le compensazioni per i Comuni della Valsusa da 46 a 112 milioni, stanziando i primi 10 milioni con cui verranno finanziati i primi progetti a Susa (Teatro Civico) e Chiomonte, Palazzo Civico sale sulle barricate e prova, così, a placare gli animi dell’ala dura del movimento No Tav. Insomma, mentre la Valle e anche i sindaci storicamente aderenti al movimento che si oppone all’alta velocità (leggi Sandro Plano di Susa) trattano ormai con il governo per concordare un percorso sulle opere di compensazione, in via Milano si consuma la rottura politica e istituzionale, almeno a parole.
Una mossa, peraltro, compiuta all’indomani dell’approvazione di una serie di opere connesse alla Torino-Lione, presenti nel patto per Torino e per il Piemonte sottoscritto da Chiara Appendino insieme a Sergio Chiamparino. Il percorso individuato è quello di una mozione che verrà presentata in Sala Rossa dal gruppo del Movimento 5 stelle.
“Questa mozione – ha detto Appendino – aiuta a spiegare perché siamo fortemente contrari alla Torino Lione . Si tratta di un investimento non necessario, non prioritario soprattutto linea un momento come questo di scarsità di risorse”. “Avremmo voluto fare un consiglio comunale aperto sul questo tema – ha spiegato il capogruppo del M5s Alberto Unia – ma non è stato possibile. Nonostante la maggioranza che abbiamo infatti erano necessari i due terzi del consiglio che non ci sono stati”.
“Solo 3 giorni fa la Appendino ha sottoscritto un patto per Torino e per il Piemonte in cui sono contenute opere figlie della realizzazione della linea ad Alta Velocità Torino-Lione. Oggi lo stesso sindaco annuncia la presentazione di una mozione per uscire dall’Osservatorio Tav” attacca il senatore Pd Stefano Esposito. “La Torino-Lione – aggiunge – è una infrastruttura che si sta realizzando, nessuna mozione la potrà interrompere, e il sindaco lo sa bene, però per tenere buoni i suoi consiglieri comunali li fa giocare a fare i No Tav. Se non fossimo gente seria ci si potrebbe ridere su, ma noi siamo gente seria e di fronte ad un sindaco che crede di prendere in giro i cittadini non ridiamo. Sindaco Appendino sia seria”.
L’Osservatorio sulla Torino-Lione “è un tavolo di confronto, uscendone la Città di Torino perde una opportunità, afferma Paolo Foietta, commissario di governo e presidente dell’organismo. “Spiace questo annuncio unilaterale – aggiunge – senza aver avviato quel confronto con tesi diverse da quelle da loro espresse come concordato nell’unico incontro con la sindaca Appendino. L’Osservatorio continuerà anche senza Torino”. D’altra parte dell’addio di Torino “ne sentivamo parlare dalla campagna elettorale”, aggiunge Foietta, che definisce l’annuncio di oggi la “cronaca di una uscita annunciata”. “Peccato perché con Appendino – ricorda il presidente dell’Osservatorio – avevamo concordato un percorso di confronto, che prevedeva tra l’altro anche un convegno-dibattito tra le ragioni del Sì e del No alla Torino-Lione, dopo il quale avrebbero assunto le proprie decisioni. Così non è stato, nonostante la nostra totale disponibilità a questo confronto. La cosa che però mi lascia più perplesso – sottolinea ancora Foietta – è che con la Torino-Lione il Comune non c’entra più nulla: l’utilizzo del passante ferroviario, con tutte le migliorie necessarie per rendere la linea più efficiente, sono già stati inseriti nel Patto per Torino che la Appendino ha firmato nei giorni scorsi. Questo mi sembra un atteggiamento poco coerente”.



