L’uomo nel nuovo scontro tra poteri nel mondo
Redazione – Lo abbiamo già scritto in passato e lo ripetiamo. Due gruppi di potere si stanno scontrando. Il primo, che abbiamo denominato dei “neo-conservatori”, cerca di conservare… la poltrona. Il secondo cerca, con argomentazioni diverse, di occupare il posto dei primi.
Nulla di strano, se non ci fosse anche chi dice di fare “anti-politica”. Non è assolutamente vero. Abbiamo pure scritto che, presumibilmente, questi gruppi di potere ed, in particolare, il secondo, devono essere sostenuti economicamente. Non potrebbe essere altrimenti. Il retroscena sono svelati, per il secondo gruppo, da un articolo pubblicato su “The Guardian”. Al di là delle informazioni date, ci sembra un attacco morboso al secondo gruppo. Cioè: come se il gruppo al potere attualmente non fosse sostenuto da nessuno… Ovvio che la risposta è differente.
Però la strada, imprudentemente scelta da molti, è quella dello scontro. E ciò ci preoccupa. Non c’è nulla da fare. Il primo gruppo, con una grande esperienza politica, si trova ad avere a che fare con un sistema sovra-strutturato, che non sta in piedi. In più si trova a fare i conti con il proprio passato. E la gente, stufa, inizia a chiedere conto di tutto ciò. In gran parte lo fa accodandosi. In piccola parte, aderendo ad iniziative differenti.
Il secondo gruppo, più “muscolare”, libero dai problemi delle sovrastrutture, urla contro. Contro le miserie create dal gruppo di potere attuale. Contro le miserie generate dall’indifferenza. Contro tutto ciò che rappresenta il potere del passato. E qui si rischia di buttare via il bambino con l’acqua calda. Perché un uso imprudente di questo tipo di strategia, in un passato non lontano, ha portato a molte disgrazie (leggasi: guerre mondiali).
Oltre allo scontro sul modo di intendere la sovranità, esistente dalla Guerra dei Cent’Anni, ci portiamo dietro un secondo problema irrisolto. La visione antropologica. Infatti, nessuno ne dibatte. Quale uomo? Dov’è l’uomo? Uomo che si salva da solo? Uomo che si salva con le tecnologie? L’uomo superato dalla tecnologia? L’uomo crudele e la natura divinizzata? Sembrano domande fuori luogo. Ma si parla tutti i giorni di questo. Intelligenza Artificiale, sostenibilità, misericordia. Tre temi, citati non a caso, di cui si è tanto parlato negli ultimi anni. Ne hanno parlato persone diverse.
Esiste un problema, che ci trasciniamo addirittura dal Medioevo. Realismo o nominalismo? Immaginiamo i vostri occhi sgranati. Ebbene, si. La nuova parola di moda, tra esperti di comunicazione, è post-verità. Si tratta di ciò in cui si crede, malgrado le prove contrarie. L’esistenza della post-verità ci prova che, per alcuni, ciò di cui parliamo non ha valore in sé. Si tratta di vuote parole, a cui noi diamo significato (individualmente o collettivamente). Così fu per Umberto Eco, che variando le parole di Bernardo Cluniacense, scrisse: “Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus” (“La rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo soltanto nudi nomi”).
Sembra l’ora di scegliere: risolvere con chiarezza i dubbi del passato o tornare stupidamente a essere vittime di chi cerca la poltrona? Troppo tardi se ne accorsero i Cattolici in Germania, quando cercarono di proteggere ciò che costruirono da Hitler. Se ne accorse, invece, il futuro papa, Pio XII, ingiustamente vituperato (come dimostrano i fatti attestati dai documenti, che molti vorrebbero rimuovere).
Per chi crede nell’alto valore della politica come impegno morale e sociale, si tratta di una grande sfida. Questa sfida va colta velocemente, poiché, come si dice, tempus fugit.



